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parco della genesi

Comitato per un percorso di
progettazione partecipata di un parco
nell'area dell'ex calzaturificio Borri.

Frequently Asked Questions:
le domande più frequenti


Benvenuti,
ringraziamo per l’interesse e il sostegno manifestato. Se siete qui, avrete qualche domanda e curiosità. In effetti l’iniziativa è così nuova per il nostro territorio, che ovviamente suscita delle domande, e abbiamo collezionato qui le risposte a quelle più frequenti.

Il percorso partecipato

Non l’ho mai sentito: è una cosa nuova?
In effetti, qui a Busto Arsizio non si è ancora fatto e dunque è proprio una cosa nuova. Si tratta di un modello ampiamente consolidato e sperimentato altrove in Italia e all’estero, replicabile ed efficace perché persegue obiettivi concreti ascoltando i reali bisogni della comunità sul territorio. Dunque il Comitato che lo promuove se lo immagina simile a quanto avviene ed è avvenuto in molte altre città italiane e anche nel mondo. (Si trovano innumerevoli esempi cercando su internet la voce “percorso partecipativo”).

Che metodo si usa?
Il processo partecipativo fa uso di metodologie che evitano la polarizzazione delle posizioni, a favore del dialogo per individuare scelte condivise o costruire progetti e accordi, con tempi e modalità adeguate. Il tempo è un valore: i processi si svolgono in un periodo definito e congruo con tempi chiari e certi (di solito di alcuni mesi, es. 6 mesi). Il metodo promuove il confronto costruttivo; ogni informazione rilevante ai fini della comprensione è messa a disposizione in forma accessibile; la pluralità di valori è considerata una ricchezza; per favorire significati condivisi e generare capitale sociale per tutti i membri della società viene favorita la cooperazione tra singoli, gruppi e istituzioni verso il bene comune che, non dimentichiamo, qui è il Parco della Genesi.

Partecipare è obbligatorio? Perché dovrebbe interessarmi?
Non è obbligatorio per legge, nel senso che non esistono sanzioni; dovrebbe interessare a tutti coloro che non vogliono limitarsi ad essere spettatori o fruitori -magari lamentosi - dell’Amministrazione o di qualunque altra cosa.
La Partecipazione attiva alla vita e agli spazi del posto in cui si vive è certamente legata alla sensibilità di ciascuna persona che può agire uscendo da una visione individualistica, per il bene suo e del suo territorio.

Che peso può avere la mia opinione?
Le opinioni e i saperi delle persone migliorano l’analisi dei problemi, aiutano a trovare soluzioni e rendono più efficaci le decisioni pubbliche. Nel percorso partecipato ogni persona è importante, e viene promosso l’ascolto attivo ponendo attenzione all’inclusione di ciascuno - singolo o gruppo.

Chi conduce gli incontri del Percorso? Che compiti ha?
Di norma gli incontri sono condotti da esperti – esterni all’Amministrazione Comunale, di solito scelti con un bando – che hanno competenze, esperienze e capacità. Sul mercato ci sono società e professionalità specializzate in questo.
Chi gestirà il processo del percorso partecipativo garantirà neutralità e assicurerà l’espressione e valorizzazione di tutte le opinioni, comprese quelle minoritarie, evidenziando gli interessi e gli impatti in gioco. Il tutto mirando a creare relazioni eque e sincere tra i partecipanti, promuovendo un clima di fiducia.

Come si svolge in concreto un percorso partecipato?
In una prima fase viene avviato un percorso di incontri che coinvolgono i cittadini desiderosi di partecipare, ai quali viene data una corretta e completa informazione sullo stato delle cose. Successivamente si dà avvio alla discussione e al confronto sulle diverse idee e proposte, usando tecniche di lavoro e di ascolto che non tralasciano i singoli contributi. Alcune amministrazioni impostano il percorso come Bilancio Partecipativo (Si trovano innumerevoli esempi cercando su Google).

Qual è il ruolo dei cittadini? E quale quello dell’amministrazione comunale?
I cittadini attivi esprimono le loro idee e vengono guidati su un piano di realtà dagli esperti che conducono il percorso… giusto per stare sempre con i piedi per terra. Nel percorso è presente l’Amministrazione comunale tramite uno o più responsabili con compiti di affiancamento e/o consulenza per valutare la fattibilità tecnica e giuridica dei progetti. Il valore aggiunto della partecipazione viene riconosciuto rendendo pubblici i risultati ad ogni passo, con trasparenza.

E alla fine?
Prima ancora della fine, è importante il percorso in sé, soprattutto in un territoro dove non è mai stato fatto.
Il percorso inizia con un obiettivo generale, e in questo caso è realizzare un parco che chiamiamo “il Parco della Genesi”; dopo il percorso partecipato si arriverà ad una proposta concreta che viene consegnata all’Amministrazione. Il Consiglio Comunale può così deliberare a ragion veduta -in virtù del percorso partecipato che ha voluto promuovere- e rendere esecutive le decisioni prese dai cittadini, con i cittadini. L’Amministrazione “chiude il cerchio” del processo decisionale stanziando i fondi necessari o trovando soluzioni alternative per poter realizzare l’impegno.

Il risultato è garantito?
In questa fase l’obiettivo è la raccolta delle firme per appoggiare la proposta, e di garantito c’è solo che se non firmi, rinunci a chiedere alla tua Amministrazione di attuare un percorso partecipato. Occorre un tuo passo concreto – la firma!- per poter pensare di realizzare il percorso descritto in questa sezione.

LA RIGENERAZIONE URBANA

Cos’è la rigenerazione urbana?
Con questa parola si intende comunemente un programma di riqualificazione del territorio come rimedio al degrado urbano. Programmi del genere sono svolti con interventi ecosostenibili finalizzati al miglioramento delle condizioni urbanistiche cercando anche di non demolire / cancellare l’esistente e di valorizzarne la presenza o la memoria.

Cosa c’entra la riqualificazione urbana con la partecipazione?
Le esperienze più riuscite oggigiorno dimostrano che essa non è solo legata al recupero architettonico, bensì avviene con il coinvolgimento della comunità locale e cittadina sin dalla progettazione. Ciò presuppone nuovi livelli di partecipazione da parte degli abitanti e forme innovative di partenariato pubblico e privato. Esistono leggi che promuovono la rigenerazione di parti di città (…) in coerenza con strategie comunali e intercomunali finalizzate al miglioramento delle condizioni (…) ambientali e culturali degli insediamenti umani e mediante strumenti di intervento elaborati con il coinvolgimento degli abitanti e di soggetti pubblici e privati interessati.

LA PROPOSTA

Che cosa è una Proposta?
Generalmente parlando, la Proposta è una richiesta scritta presentata insieme alle firme dei cittadini a un Comune, per l'adozione da parte del competente organo comunale di un atto rispondente ad un interesse collettivo.

Si può fare? Dove sta scritto?
Certamente, è uno strumento previsto per favorire la più ampia partecipazione dei cittadini all'amministrazione, e per valorizzare il contributo autonomo di residenti nel Comune, siano essi singoli o associati. A Busto Arsizio la Proposta è prevista espressamente dall’Art. 33 dello Statuto comunale, all’interno del Titolo III: “Partecipazione al Governo Comunale”. Forse non siamo abituati a una cittadinanza attiva quanto dovremmo e dunque contiamo sui cittadini attivi, a favore della propria città.

E questa proposta che cos’è?
Riguarda la richiesta di avviare un percorso che porti a far sì che l’area del parco che sorge nell’area dell’Ex Calzaturificio Borri diventi aperta e godibile dai cittadini. Per questo si chiede di avviare un percorso partecipato di progettazione del Parco, che abbiamo chiamato qui “Parco della Genesi” proprio perché non è ancora nato.

Dove va a finire la Proposta?
L’iniziativa parte da cittadini proattivi che hanno a cuore il futuro della propria città e andrà nelle mani dell’Amministrazione. Secondo lo Statuto Comunale, viene indirizzata al Sindaco che ne cura la trasmissione agli organi competenti.

E io cosa posso fare per aiutare la causa?

Se sei qua, sei già a un buon punto, e come Comitato promotore dell’iniziativa ti ringraziamo per l’interesse.
Ma non basta simpatizzare: occorre firmare la proposta, e farla firmare a più persone possibile! Dopodichè potrete esserne orgogliosi e ringraziare voi stessi per aver compiuto un atto di senso civico. Una “massa critica” non può essere ignorata.

LA FIRMA

Quante firme ci vogliono, e di chi?
Occorrono 2.000 (duemila) firme di cittadine e cittadini maggiorenni iscritti nelle liste elettorali del Comune di Busto Arsizio e residenti a Busto Arsizio.

Cosa devo portare con me per firmare la Proposta?
Gli amici e parenti maggiorenni e residenti a Busto Arsizio! Ok, è una battuta, ma c’è un fondo di verità: più siamo, meglio è ;-)
Seriamente, occorre avere sottomano un documento di identità valido per poterne trascrivere gli estremi sul foglio delle firme.

Dove vado a firmare?
Vedi qui sul sito, alla voce FIRMA, dove si trovano i posti permanenti e i banchetti: ti aspettiamo volentieri e se ci contatti possiamo organizzare una raccolta firma dalle tue parti.

 

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